L'ETERNO, GLORIOSO REGNO DI GESÙ

L'ETERNO, GLORIOSO REGNO DI GESÙ

Il Salmo 2, come molte altre parti profetiche della Bibbia, ha una duplice lettura: 

  • quella immediata, riferita all’oggetto diretto della trattazione, e 
  • quella profetica, che va letta con gli occhi della fede.

 

Il Salmo, scritto dal re Davide o, forse, dal profeta Nathan, si riferisce in modo diretto all’insediamento di Davide sul suo trono, nonostante l’opposizione dei suoi nemici o anche, secondo qualche commentatore, all’insediamento dei discendenti di Davide.

 

(Infatti, la casa di Davide era stata prescelta da Dio per regnare per sempre su Giuda e certamente, ad ogni nuova proclamazione di un re successore di quello morto, i nemici si facevano avanti per prenderne il posto).

 

Letto sotto questa luce, ha un’interpretazione immediata: Davide, essendo stato già prescelto da Dio come successore di Saul, conseguirà sicuramente la vittoria sui suoi nemici, nonostante i loro tumulti e i loro progetti vani.

 

Spurgeon ci informa che il termine greco che rende il verbo tumultuano denota rabbia, orgoglio, inquietudine ed è simile al nitrire impetuoso, allo sbuffare di un cavallo focoso prima di lanciarsi in battaglia.

 

I progetti di questi nemici, poi, sono definiti vani proprio perché contrari a quanto stabilito dall’Onnipotente e, quindi, senza nessuna speranza di attuazione.

 

Egli, “Unto dell’Eterno” ha ricevuto da Dio il pegno sicuro del potere. Perciò, esorta i suoi nemici: «Rendete omaggio al figlio», cioè, parafrasando, “sottomettetevi al re stabilito da Dio” prima che l’Eterno possa adirarsi contro di voi e punire la vostra ribellione.

 

 

Eppure ci sono delle espressioni che trascendono la situazione contingente e già ad un primo esame superficiale sembrano indicare questioni nascoste più alte e più importanti.

 

La spiegazione vera del salmo ci viene, poi, dal Nuovo Testamento che, con i suoi numerosi riferimenti retrospettivi al Salmo in oggetto, integra e spiega, come sempre avviene nella Parola, quanto già rivelato in embrione nell’Antico Testamento.

 

Cominciamo dai capitoli 3 e 4 degli Atti degli Apostoli.

 

Siamo alle origini della Chiesa e Pietro e Giovanni sono stati arrestati per la testimonianza data a Gesù dopo aver guarito lo zoppo fuori la “Porta Bella” del Tempio.

Esaminati, e poi rilasciati, si riuniscono con gli altri credenti in Gerusalemme in una preghiera di lode e di ringraziamento a Dio.

In questa preghiera essi fanno riferimento alle parole del Salmo 2 riconoscendo che esse erano state parole profetiche riferite a Gesù e al complotto di Erode e Pilato contro di Lui.

 

Un altro riferimento al verso 7 del Salmo 2 lo troviamo in Atti 13:33, anche questa volta riferito non già a Davide ma a Gesù

.

È evidente, allora, che, più che la lettura immediata del Salmo, è più appropriato considerarne quella profetica, relativa a Gesù, dalla quale si evince che il regno di Davide rappresenta tipologicamente il regno di Cristo, ovvero il regno futuro del Messia, il vero “Unto del Signore”.

 

 

 1)    L’opposizione che avrebbe incontrato il Regno di Cristo

 

I versi da 1 a 3 ci parlano della potente e ostinata opposizione che avrebbe incontrato il Regno di Cristo.

 

Infatti, già dai primi giorni della venuta di Gesù in questo mondo, fu esercitata contro di Lui una dura opposizione: «Dov’è il re dei giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti per adorarLo. Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui» (Matteo 2:2-3).

 

«Dopo che furono partiti, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: “Alzati prendi il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e restaci finché io non te lo dica; perché Erode sta per cercare il bambino per farlo morire"» (Matteo 2:13).

 

Certo, ci saremmo aspettati che Gesù, il quale con la Sua venuta ha portato Grazia e Verità, luce, pace, amore, gioia, liberazione, salvezza per tutti gli uomini, fosse accettato e accolto con riverenza e gioia; invece Cristo ha trovato solo opposizione e disprezzo da parte di tutti: dal popolo, dal potere politico e religioso, dai re, e dai governatori: tutti contro Cristo e il Suo regno.

 

«È venuto in casa sua e i suoi non l’hanno ricevuto» (Giovanni 1:11)

«Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore familiare con la sofferenza, pari a colui davanti al quale ciascuno si nasconde la faccia, era spregiato e noi non ne facemmo stima alcuna» (Isaia 53:3)

«Ma io sono un verme e non un uomo, l’infamia degli uomini, il disprezzo del popolo, chiunque mi vede si fa beffe di me» (Salmo 22:6-7).

 

Il diavolo ha coalizzato e riunita tutta l’armata che aveva a disposizione per opporsi a Cristo e al Suo Regno, in particolare negli ultimi giorni della vita di Gesù.

 

Egli ha agito nei cuori ostili e ribelli che condannarono ingiustamente il Signore e lo crocifissero.

 

Infatti: «I re della terra si danno convegno e i principi congiurano insieme contro il Signore e contro il suo Unto» (Salmo 2:2).

 

Erode e Ponzio Pilato, che erano sempre stati nemici fecero pace per unirsi contro il Signore: «In quel giorno Erode e Pilato divennero amici, prima, infatti, erano stati nemici» (Luca 23:12).

«Proprio in questa città, contro il tuo Santo Servitore Gesù, che Tu hai unto, si sono radunati Erode e Ponzio Pilato, insieme con le nazioni e con tutto il popolo d’Israele…» (Atti 4:27).

 

 

 2)    Lo stabilirsi del Regno di Cristo, nonostante l'opposizione.

 

 

I versi da 4 a 9 del Salmo 2 ci parlano del ristabilimento del regno di Cristo. Nessuno poteva impedire il piano di Dio, opporsi al Sovrano dell’universo.

 

«Il nostro Dio è nei cieli; Egli fa tutto ciò che Gli piace» (Salmo 115:3); infatti: «Colui che siede nei cieli ne riderà, si farà beffe di loro» (v. 4).

 

Nessuno può lottare contro Dio e vincere: «Sono Io, dirà, che ho stabilito il Mio re, sopra Sion, il Mio monte santo» (v. 6)

 

Questi empi, che con tanta ferocia avevano crocifisso il Signore, pensando che condannandoLo alla morte Lo avrebbero sconfitto, non hanno potuto sopprimere il Re dei re.

 

Nonostante tutti i loro sforzi, non sono riusciti nella loro impresa. Invece, proprio con la Sua morte Gesù ha trionfato sul diavolo, sulla morte e sul peccato.

 

«Ha spogliato i principati e le potenze, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce» (Colossesi 2: 15)

 

«Perciò Dio Lo ha sovranamente innalzato e Gli ha dato il Nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel Nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto la terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore alla gloria di Dio Padre» (Filippesi 2:9-11).

 

Anzi, dopo la Sua morte e resurrezione, il Suo regno è andato sempre più crescendo, e continuerà a crescere, finché il Re verrà a stabilire definitivamente il Suo Regno sulla terra. Allora tutti i nemici, tutti gli oppositori, si dovranno piegare al suo volere, perché’ Egli li piegherà con la verga di ferro.

 

«Tu le spezzerai con la verga di ferro; Tu le frantumerai come un vaso d’argilla» (Salmo 2: 9; Apocalisse 19:11-16).

 

 

 

 3)    Esortazione ai ribelli a ravvedersi
 

 

Il salmo 2 si conclude con un avvertimento ai disubbidienti e agli ostinati: «Ora, o re siate saggi, lasciatevi correggere» (Salmo 2:10).

 

Dio è giusto giudice, ma è anche un Dio d’amore, ed Egli non prova piacere che l’empio muoia, ma che si converta e viva.

 

Questo è il messaggio dell’Evangelo, un messaggio per tutti: per i re, i principi, le autorità, i governanti, la gente comune; un messaggio di speranza e di grazia per tutti gli uomini.

 

«Ravvedetevi perché il Regno dei cieli è vicino» (Matteo 3:2).

 

«Siate saggi».

 

Chi è saggio accetta questo messaggio di grazia, e accetta Gesù quale Signore e Re della sua vita, si converte dai suoi peccati e si sottomette alla volontà di Dio per servirLo con timore e tremore.

 

Tutti quelli che lasceranno Cristo regnare nei loro cuori, faranno parte del Suo Regno glorioso, ma tutti quelli che saranno ribelli, ostili e rifiuteranno Cristo Gesù saranno condannati per l’eternità.

 

«Beati tutti quelli che confidano in Lui!»

 

 

DIO CI BENEDICA!